Il centrodestra è, ahinoi, ancora fermo ai messaggi a reti unificate
Ci sono pochissime aggregazioni vere (il portale Tocqueville.it è una di queste ma è stato – forse consapevolmente – lasciato solo) e tutto si basa su iniziative estemporanee di singoli. Molto spesso si scade nella demagogia (Beppe Grillo), altre volte si tratta di fenomeni isolati e destinati a rientrare velocemente (Debora Serracchiani). di Andrea Mancia e Simone Bressan - rightnation.it Torna a Il cambiamento del centrodestra partirà anche dal Web? - Blogger a confronto
11 AGO 20

Ci sono pochissime aggregazioni vere (il portale Tocqueville.it è una di queste ma è stato – forse consapevolmente – lasciato solo) e tutto si basa su iniziative estemporanee di singoli. Molto spesso si scade nella demagogia (Beppe Grillo), altre volte si tratta di fenomeni isolati e destinati a rientrare velocemente (Debora Serracchiani). La verità è che un’idea, anche se buona, ha ancora bisogno di un minimo di sponda nel mondo reale dei mainstream media e delle segreterie di partito. Il centrosinistra sembra aver capito che internet può essere uno straordinario bacino dove pescare idee, parole d’ordine e innovazione. Il centrodestra è, ahinoi, ancora fermo ai messaggi a reti unificate e sembra essersi completamente disinteressato al mondo che vive, parallelamente, online.
E’ un segmento di elettorato molto interessato alle dinamiche politiche ma che certo non può farsi carico, da solo, del cambiamento di un partito. Quel che può fare è stimolare, ideare, provocare, mettere in moto processi che poi potrebbero rivelarsi decisivi per modernizzare quel poco che resta del centrodestra oltre alla figura di Silvio Berlusconi. Molti blogger hanno capito proprio questo. Che, al di là delle singole sensibilità, ci possono essere dei momenti di aggregazione che nascono in rete, spontanei, attorno a delle issues ben precise. La democrazia interna è uno di questi temi “internettianamente sensibili”: se non si spendono per questo gli animal spirits della rete, lontani da establishment mediatici e organigrammi di partito, chi lo deve fare? E soprattutto: se non ora, quando?
E’ un segmento di elettorato molto interessato alle dinamiche politiche ma che certo non può farsi carico, da solo, del cambiamento di un partito. Quel che può fare è stimolare, ideare, provocare, mettere in moto processi che poi potrebbero rivelarsi decisivi per modernizzare quel poco che resta del centrodestra oltre alla figura di Silvio Berlusconi. Molti blogger hanno capito proprio questo. Che, al di là delle singole sensibilità, ci possono essere dei momenti di aggregazione che nascono in rete, spontanei, attorno a delle issues ben precise. La democrazia interna è uno di questi temi “internettianamente sensibili”: se non si spendono per questo gli animal spirits della rete, lontani da establishment mediatici e organigrammi di partito, chi lo deve fare? E soprattutto: se non ora, quando?
di Andrea Mancia e Simone Bressan - rightnation.it